top of page

I vari aspetti del servizio funebre

Il servizio funebre non è semplicemente la vendita del feretro ma comporta tutta una serie di aspetti da considerare e servizi, al termine della cerimonia e alla conclusione con la collocazione del feretro all'interno di una sepoltura sono da considerare anche l'allestimento della tomba o della lastra a copertura del loculo.

Qui sotto sono elencati gli aspetti del servizio funebre.

 

Il feretro.

Con feretro allestito s'intende la cassa di legno massello compresa di imbottitura interna e eventualmente di maniglie e piedini. Se la cassa deve essere tumulata in una tomba di famiglia o in un loculo, quindi all'interno di un manufatto in muratura, la cassa oltre che ad avere un adeguato spessore previsto dalla legge, deve essere dotata anche di una controcassa interna in zinco da sigillare a caldo con lo stagno o in alternativa  a freddo con un sigillante chimico in modo da essere stagna, solo una valvola con i carboni attivi consentirà il contatto con l'aria all'interno del feretro in modo da mantenere la pressione a livelli normali. Nel caso il feretro sia destinato all'inumazione in una fossa nel campo cimiteriale, oppure alla cremazione, non è necessaria la controcassa in zinco. Alcuni crematori prevedono che i feretri non siano verniciati e che  debbano contengano imbottiture in materiale biodegradabile. Nel caso i feretri siano privi della controcassa di zinco, comunque per essere trasportati è buona regola che siano dotati di una barriera in materiale biodegradabile che per diversi giorni consenta l'impermeabilità del feretro, e renda sicura da spiacevoli inconvenienti la cerimonia e il trasporto.

Il legno della cassa può essere di essenza dura o dolce, quest'ultimi sono più indicati per la cremazione. I legni duri sono il castagno, il frassino, il noce, il rovere e l'acero, il mogano e anche il tiglio. DI solito i legni dolci si possono trovare tra le conifere: abete, larice, i vari tipi di pino e alcune latifoglie come il pawlonia. Non è sempre detto che i legni dolci siano peggiori dei legni duri, ad una minore resistenza meccanica possono rispondere ad un migliore resistenza alle condizioni ambientali ad esempio all'umidità. Comunque tutti i feretri commercializzati in Italia dovrebbero rispondere ad una specifica normativa ISO.

I feretri di solito hanno delle dimensioni standard fino a 191-195 per 54-58 cm alla spalla (a seconda del produttore) per dimensioni maggiori si parla di feretro fuori misura, in questo caso bisogna sempre verificare l'idoneità del luogo di sepoltura se è in grado di accogliere il feretro. Le verniciature delle casse oggigiorno sono poco inquinanti perché a base acquosa quindi non dovrebbero contenere solventi di altro tipo.

Il disbrigo pratiche per trasporto e sepoltura, l'Atto di morte.

Questo è uno degli aspetti più variabili e complessi del servizio funebre. .La redazione dell'Atto di Morte è una parte essenziale del moderno servizio funerbe e non vi sono più anche se tecnicamente possibile, familiari che compiano quest'atto autonomamente presso un Uffciale di Stato Civile.. Tecnicamente potrebbero  farlo però quest'azione si accompagna con altra documentazione come l'autorizzazione al trasporto e il permesso di seppellimento che necessariamente richiedono l'intervento dell'Impresa Funebre dotata di licenza e autorizzata a svolgere tale attività funebre in quanto dispone dei necessari strumenti.. La redazione dell'Atto è preceduto infatti dall'emmissione del certificato di visita necroscopica rilasciato da una particolare figura che si chiama medico necroscopo. Questo documento può prevedere se richiesto l'autorizzazione alla cremazione per morte non dovuta a reato, al certificato necroscopico si aggiunge un altro documento da presentare all'Ufficiale di Stato Civile, chiamato modello ISTAT che di solito è compilato dal medico curante del defunto oppure dal necroscopo però solo in particolari condizioni. Le condizioni di rilascio del certificato necroscopico e del modello ISTAT variano a seconda del tipo morte e del luogo di decesso. I luoghi sono: l'abitazione, un domicilio privato, l'ospedale, una casa di cura, la pubblica via o un luogo pubblico questi ultimi due casi sono possibili solo per morti violente o improvvise. L'intervento di un'autorità giudiziaria del territorio può dilatare i tempi di svolgimento del servizio funebre. Il certificato necroscopico deve essere a sua volta preceduto dalla redazione del certificato di morte da parte del primo medico che ha avuto modo di visitare la persona che si presume deceduta. Questo certificato deve essere compilato nei suoi elementi essenziali: dichiarazione di decesso, luogo del decesso, data, ora e dati identificativi. La causa presumibile viene indicata nel modello ISTAT che in realtà ha una funzione maggiore di quella solamente statistica perché spesso è l'unico strumento che sintetizza le cause della morte e le eventuali patologie pregresse del defunto. Quindi necessariamente ogni defunto deve essere visitato da due medici, di cui il secondo è sempre un ufficiale medico dell'Igiene Pubblica territoriale o in caso di decesso in grandi strutture ospedaliere, un medico interno incaricato a tale scopo..Il medico che constata la morte può essere il curante o la guardia medica o altro medico che accompagna l'ambulanza a seguito di una chiamata al 118. La visita necroscopica fatta dal medico necroscopo deve essere svolta in abitazione o domicilio entro le 36 ore dalla constatazione di decesso fatta dal primo medico. In ospedale per i defunti deceduti all'interno delle strutture, il certificato necroscopico può essere rilasciato dopo la valutazione di un elettrocardiogramma di almeno 20 minuti, valutazione che richiede qualche tempo amministrativo.

Estratti Atto di Morte e Certificati di Morte e autodichiarazione.

Una volta prodotto l'atto di morte presso l'Ufficio di Stato Civile del comune di decesso, l'ufficio è in grado di solito di emettere gli Estratti dell'Atto di Morte e i Certificati di Morte. I primi sono più completi e possono contenere annotazioni particolari il secondo e dichiara semplicemente la morte. Per la legge italiana quest'ultimo documento potrebbe essere sostituito da un autodichiarazione, purtroppo molte aziende private non l'hanno recepita o non la vogliono recepire e continuano a richiedere i certificati di morte. Per le aziende pubbliche il discorso è diverso perché la Pubblica Amministrazione ha vietato gli uffici pubblici di richiedere tale certificazione. L'Estratto dell'Atto di Morte può essere richiesto solamente al Comune di decesso, cioé dove deve essere fatto l'Atto di Morte. I Certificati possono essere prodotti anche dal comune di residenza a una settimana dal funerale.

Cremazione.

In caso di cremazione occorre un documento che può essere il Processo Verbale (dichiarazione) fatta davanti ad un Ufficiale di Stato Civiele oppure in alternativa una dichiarazione sostitutiva di notorietà controfirmata dal titolare dell'Impresa Funebre. In questo documento la maggioranza dei parenti più prossimi dichiarano che in vita il defunto aveva manifestato la volontà di essere cremato. Questo è necessario nel caso non vi siano dichiarazioni con firma autenticata del defunto, testamento o iscrizioni ad associazioni cremazionistiche come la SOCREM, I testamenti di solito sono di difficile usabilità perché richiedono diveri giorni per essere individuati e non devono essere semplicemente olografi perché sono contestabili (richiedono infatti prima una perizia sulla grafia), per questo è meglio che siano fatti di fronte ad un notaio. La via più semplice è la dichiarazione della maggioranza dei parenti più prossimi, o della moglie o marito se viventi.

Trasporto del defunto in obitorio ospedaliero o casa funeraria privata dall'abitazione.

La persona deceduta in abitazione, secondo la legge della Regione Veneto in materia funeraria, può essere trasportata su richiesta dei famigliari in strutture obitoriali oppure in case funerarie (obitori privati di proprietà di aziende funebri o consorzi di aziende funebri). Il trasporto deve avvenire ovviamente senza feretro, rispettando le norme sanitarie entro le 30 ore dal decesso. Alcuni strutture ospedaliere hanno individuato delle tariffe a carico dei famigliari per la sosta, altre non prevedono tali tariffe. Le strutture private invece sono sempre a pagamento. Il trasporto in tali struture è consigliabile nel periodo più caldo dell'anno e se la salma presenta alcune caratteristiche che rendono problematica la gestione nel domicilio oppure se il domicilio non è adatto a sostenere la veglia, esempio poche stanze, disabitato, oppure in un piano alto di un condominio.

La preparazione della salma.

Questa operazione è assai delicata e consiste nel rendere la salma presentabile per la veglia funebre. Nella cultura occidentale si procede con la vestizione utilizzando abiti che il defunto usava in vita, in altre culture si usa semplicemente il sudario cioé un lenzuolo che avvolge il corpo. La vestizione è un operazione che può essere più o meno agevole a seconda delle condizioni della salma, in alcuni casi sono necessarie delle operazioni di tanatoprassi come cuciture se presenti ferite, oppure rimozione del pacemaker in caso di cremazione, e iniezione di sostanze che inibiscono la decomposizione, fatte da parte di personale specializzato in caso di trasporto internazionale. Negli anni 80 e 90 tali iniezioni erano fatte di prassi dal personale di molti obitori, anche per sepolture locali oggi non è più così, perché essa rendeva problematico il naturale processo di decomposizione. Oggi si preferisce per quanto possibile utilizzare setacci chimici più blandi o dei dispositivi di refrigerazione. Più efficaci celle frigo presenti negli obitori o in alternativa dei refrigeratori portatili utilizzabili nel domicilio o nelle case di riposo. Questi sono di vario tipo e alcuni consentono di lasciare la bara aperta e il corpo accessibile ai familiari. La vestizione può essere fatta solo dopo il passaggio del medico Necroscopo perché questi deve essere in condizione di poter effettuare la visita necroscopica visionando il corpo e eventuali lesioni............ continua

Il mezzo funebre.

Si tratta di un mezzo ad uso speciale per il trasporto delle salme. Quindi come per altri veicoli di uso specifico che comporta una problematica di tipo sanitario, esso deve avere il cosidetto piano di autocontrollo, cioè un registro su cui annotare le operazioni di sanificazione e di pulizia del mezzo e del vano feretro in particolare. La legge della Regione Veneto prevede che per essere utilizzato all'interno del territorio regionale sia sufficiente il piano di autocontrollo, Però per essere utilizzato in altre regioni d'Italia quindi al di fuori della competenza della nostra regione il mezzo deve essere dotato di autorizzazione sanitaria rinnovata annualmente e rilasciata dall'Ufficio territoriale di Igiene Pubblica. Questa ulteriore autorizzazione è necessaria per usarlo come strumento ti trasporto da e per località extra-regionali o all'estero. I mezzi funebri utilizzati per lo svolgimento dei funerali di solito sono vetture di grossa cilindrata, Mercedes, Jaguar, Lancia, recentemente Maserati trasformate da carozzieri specializzati, essi seguono determinate normative ad esempio la separazione tra la cabina e il vano feretro, un impianto di aspirazione del vano feretro, adeguamento degli impianti di sicurezza alla variazione dei pesi e delle dimensioni dovute alla trasformazione, interventi necessari alla nuova omologazione . Alcuni di questi carozzieri sono considerati dei veri e propri costruttori automobilistici. L'autofunebre può essere dotato anche di impianto di ampificazione da utilizzare  nel corso dei cortei a piedi verso il cimitero, oppure in eventuali discorsi o preghiere prima del caricamento del feretro. Alcuni trasformatori hanno l'accorgimento di deviare gli scarichi del motore lateralmente e in basso in modo da non arrecare disturbo alle persone che seguono. Gran parte delle autofunebri moderne sono carozzate in vetroresina per contenere i pesi ma ve sono alcuni ancora in metallo e alluminio. A volte questi mezzi sono dotati di ganci o passamanerie che in alcune zone d'Italia vengono utilizzati per agganciare ai lati della vettura nel corso del corteo a piedi, delle particolari composizioni floreali, Gli autofunebri si possono classificare dal passo, quelli a passo corto hanno solo la cabina ridotta ai posti anteriori più il vano feretro, questi autofunebri corti di solito sono usati nelle località di montagna per ovvi motivi, Gli autofunebri a passo medio, hanno il vano feretro più la cabina posti anteriori e un vano di carico per attrezzature tra i i posti anteriori e il vano feretro, Quest'ultima tipologia è la più diffusa perché è un buon compromesso tra ingombri ancora tutto sommato compatti e l'usabilità del mezzo garantendo ad esempio la trasportabilità di un carrello o di un kit per la sigillatura o la preparazione della salma o materiali disinfettanti e di sicurezza. Poi vi sono i passi lunghi e extralunghi che garantiscono la possibilità di viaggiare ad una squadra di quattro necrofori senza l'uso di un mezzo di supporto. In questo ultimo caso però  le dimensioni possono essere un ostacolo nel raggiungere alcuni obitori, cimiteri e altre strutture. Il colore del mezzo normalmente è adeguato alla cerimonia quindi se chiaro, argento o bianco, se scuro nero, blu e varie variazioni di grigio. Nulla vieta però che vi sia l'uso di rari stravaganti colori.

I necrologi.

I necrologi (dal greco necro-loghia) coè parlare della morte, si tratto cioè dell'annuncio funebre che viene pubblicato nei quotidiani locali, nazionali o più frequentemente affisso in determinati luoghi, riconoscibili dagli abitanti del posto. Si tratta di manifesti di cartoncino, cartoncino plastificato oppure di supporto in pvc/pet stampabili. Le dimensini variano a seconda dei luoghi, possono essere molto grandi come un A1 60x85 oppure piccoli come nelle nostre zone, in formato A4 21x29..Possono essere dotati di fotografia o no. Purtroppo è assai raro che le imprese funebri al termine dei servizi vadano se non espressamente richiesto a togliere i manifesti. Quest'incombenza è demandata a chi dovrà far posto per affiggere i nuovi manifesti, Nel frattempo il vento o il tempo possono provocarne la caduta e la dispersione nell'ambiente.  Quelli in cartoncino sono i più facili da smaltire vanno nella carta e soprattutto sono biodegradabili, il discorso è più complesso per i pvc/pet che possono andare smaltiti con la plastica, mentre il cartoncino plastificato purtroppo è smaltibile solo nella raccolta del non riciclabile. Nelle nostre zone nel corso di un servizio funebre vengono affissi mediamente 20 o 30 manifesti in un'area che può arrivare a circa 10-20 chilometri di diametro.

I fotoricordini

.

bottom of page